AVVISO AI LETTORI:

AVVISO AI VISITATORI: Questo blog è "migrato" da Myblog a Blogger il 1° ottobre 2012. Ho trasferito una parte dei vecchi post in questa nuova "sede", ma chi volesse saperne di più di me, di Lilli e del nostro "passato" può andare a dare un'occhiata QUI

mercoledì 13 dicembre 2017

Crescere

Cara Lilli,

perdona la mia lontananza dal blog di nuovo per un pò di giorni, ma tra impegni vari e qualche malanno (che è toccato a me, una volta tanto... raffreddore forte e disturbi di stomaco) il tempo sembrava non bastare per tutto ciò che volevo fare. E per tutto ciò che volevo scrivere. 

Lo faccio adesso e ti premetto che non sarà un discorso breve.

Mai come in questo ultimo periodo mi sto accorgendo di quanto stia crescendo la mia monella. Va da sè che tutti i bambini crescono costantemente, giorno per giorno. Non che sia una novità. Ma soprattutto chi è genitore sa che ci sono momenti in cui questa crescita è più evidente. I cosiddetti momenti di passaggio

La monella sta crescendo e io lo vedo. Lo vedo nell'altezza che aumenta, nei primissimi segni di cambiamento del fisico, da bambina a ragazzina. Dieci anni compiuti a fine agosto, il mio tesoro.

La monella sta crescendo e io lo vedo, sì. Ma anche lo sento. Lo sento proprio nel senso letterale della parola. 

Sento quegli strilli e quei pianti che erano diminuiti, limitati per numero e durata. Gli stessi strilli acuti che lei faceva da piccola quando non parlava ancora e non sapeva esprimere le proprie emozioni, i propri disagi se non così e che ben ricordano le terapiste e le maestre della scuola dell'infanzia, che ci costringevano a scappare via da feste e cerimonie o da supermercati affollati o da case di amici e parenti, che persistevano ininterrotti fino all'ingresso in automobile o addirittura fino a casa. Gli stessi strilli acuti che con lo sviluppo del linguaggio e l'inizio della scuola primaria si erano appunto ridotti a poche occasioni di stress emotivo e che smettevano molto più facilmente di prima.

Quegli strilli che nelle scorse settimane hanno riecheggiato di nuovo a scuola, al centro di riabilitazione, a casa dei miei cognati... Roba da non riuscire facilmente a farla smettere, perchè lei resta come ingabbiata in quel mix esplosivo di sensazioni e non sa come tornare in sè. Strilli che la lasciano triste e mortificata, tanto da chiedere scusa ripetutamente a chiunque sia da quelle parti in quei frangenti, che siano maestre, compagnetti, maestre delle altre classi, terapiste, familiari, mamme di altri bambini che fanno terapie riabilitative...

Non sa spiegarlo a parole, la mia monella. O almeno lei dice di non saperlo spiegare. Però poi specie la sera, quando è l'ora di andare a dormire e siamo io e lei da sole nella cameretta, com'è nostra abitudine, per qualche minuto di coccole e chiacchiere a bassa voce, vengono fuori domande e affermazioni che rivelano la sua inquietudine...

"Mamma, ma l'anno prossimo alle scuole medie ritroverò i miei compagnetti di classe?"
"Mamma, ma la mia maestra ci sarà alle scuole medie?".
"Mamma, ma quando finirò di fare psicomotricità con R. potrò vederla ancora? Mi vorrà sempre bene?"
E così via, sempre su questa lunghezza d'onda.
E infine...non domanda, ma affermazione che poi è più un desiderio...
"Mamma, io SONO ancora una bimba".

Questo è il punto, Lilli. Lei si sente dire da tutti, com'è naturale, che sta crescendo. E non è una sciocca (ringraziando il Cielo) per cui ha ben capito che questo porterà a dei cambiamenti. E questo comporterà lasciare parte dei suoi compagni, la sua adorata maestra di sostegno che per anni (questo è il quinto) l'ha seguita ottimamente e con cui ormai basta uno sguardo per dirsi tutto, nonchè la sua psicomotricista che ancora di più è stata uno dei primi punti fermi della sua vita dopo noi genitori e familiari stretti, avendola presa in trattamento quando non aveva neppure tre anni (e un giorno ti scriverò un post a parte su di lei).

Per non parlare dei cambiamenti fisici.

Insomma, sta crescendo e non lo sa. O meglio lo sa ma non riesce a dirlo bene a parole. E questo la spaventa. E basta un pretesto qualsiasi per iniziare a strillare, sgolandosi anche fino a diventare rauca. Giuro: è rimasta praticamente senza voce in due occasioni in particolare nelle scorse settimane.

Va detto, comunque, che oggi che ti sto scrivendo in realtà il momento acuto di questo suo malessere è già un pò passato. Da qualche giorno la monella è più serena, sta tornando a sorridere di più e ad ascoltare e seguire chi le sta vicino.

Tutti noi che l'amiamo e l'accompagnamo nel suo percorso ci siamo parlati, confrontati, accordati su come cercare di arginare le sue angosce più o meno latenti e allo stesso tempo preparala e non dirle inutili bugie solo per tranquillizzarla.

Siamo solo all'inizio di questa nuova fase di crescita, è chiaro. Di momenti critici ce ne saranno ancora, eccome. Ed è assolutamente normale, lo so, perchè tutti i bambini attraversano la preadolescenza e l'adolescenza e per tutti è difficile.

Certo.

Però è innegabile che per chi come la monella ha un disturbo che compromette la sfera relazionale, psicologica e cognitiva in modo più o meno grave, si tratta di passaggi ancora più problematici e delicati.

Quello che mi fa sempre guardare avanti con più fiducia possibile, Lilli, è vedere che lei ha dopotutto proprio quella sottile percezione e consapevolezza di sè e dei suoi limiti che è fonte di sofferenza, si, ma che può essere la sua forza per superare gli ostacoli, così come lo è stato finora.

E allora forza, tartarughina mia: si va avanti.
 

lunedì 4 dicembre 2017

Plumcake al caffè...che sa di caffè!

Cara Lilli,

non ridere leggendo il titolo del post, perchè quello che volevo dire è che ho provato varie ricette e varianti di dolci al caffè, ma di solito il sapore non è mai stato deciso a sufficienza e davvero "caffettoso" per miei gusti.

In realtà era da tanto che volevo provare ad usare il caffè solubile, come ho letto qua e là, invece di aggiungere tazzine di caffè espresso, ma non so perchè non lo avevo mai fatto. Fino a ieri pomeriggio.

Mio marito ha comprato da poco del caffè solubile e mi sono decisa: ho pensato a come dosare gli ingredienti classici di base e poi ho realizzato un bel plumcake al caffè, semplicissimo come sempre sono le mie ricette e, ti dico, davvero ottimo.

E soprattutto...che sa sul serio di CAFFE' :)

A saperlo che il risultato sarebbe stato così positivo lo avrei fatto prima! 


- farina gr 250
- zucchero gr 80
- burro gr 60
- 2 uova
- caffè solubile gr 30
- latte ml 175
- 1 bustina di lievito per dolci
- granella di zucchero (facoltativa)

Frullare le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un bel composto spumoso.

Aggiungere il burro ammorbidito, continuando a frullare un altro pò.

Sciogliere nel latte il caffè solubile e versarlo a filo nel composto, mescolando piano.

Incorporare infine la farina e il lievito.
 
Imburrare e infarinare uno stampo da plumcake, versarci il composto, cospargerlo se si vuole con della granella di zucchero e infornare a 180° per circa 30 minuti (fare la prova dello stuzzicadenti, per verificare la cottura).

Ed ecco che avrai un gustoso plumcake...profumato e soffice!

ECCO QUELLO CHE RESTAVA DEL PLUMCAKE STAMATTINA...

 Buon appetito, Lilli.


mercoledì 29 novembre 2017

L'amore per me è... (8)

Cara Lilli, 

chi non muore si rivede ;)  

O per meglio dire: dopo tanto, tantissimo, troppo tempo ritorno a scrivere un post su cosa sia l'amore per me.

E non ho bisogno di molte parole, perchè ciò che voglio dirti è semplicissimo: devi sapere che ogni volta che qui a casa abbiamo una cosa buona, golosa da mangiare mio marito lascia sempre che sia io a finirla.

Che sia l'ultima caramella di un pacchetto, l'ultima fetta di un dolce, l'ultima caldarrosta appena sfornata... lui la lascia a me.

Un gesto semplice, eppure così bello e significativo.

Quindi l'amore per me è... vedere ancora oggi, dopo 18 anni che stiamo insieme tra fidanzamento e matrimonio, questa tenera premura del mio lui.


domenica 26 novembre 2017

Book tag

Cara Lilli,

giorni fa sono stata invitata ad un "Book tag" da una mia recente amica blogger, Ily del blog Artrite reumatoide - Il nostro cammino, con cui condivido l'amore per la lettura.

La ringrazio molto e vado a rispondere alle varie domande:

 amo i libri


1 –  Quale libro è rimasto nella tua libreria per più tempo?

Il mio primo libro, che ancora oggi ho in libreria, è un vecchio volume del 1951, "La scuola degli uccellini" di Enrica Grasso, Antonio Valiardi Editore, regalatomi in terza elementare (anno scolastico 1981-82) dalla mia anziana maestra. Lo conservo con affetto grande!

2 – Qual è la tua lettura in corso, l’ultima lettura che hai affrontato e quella che affronterai dopo?

Attualmente sto terminando "Il diavolo veste Prada" di Lauren Weisberger, subito prima ho letto "La ragazza nella nebbia" di Donato Carrisi e subito dopo leggerò "I garbati maneggi delle signorine Devoto" di Renzo Bistolfi.

3 – Qual è il libro che tutti hanno amato e tu invece hai odiato?

Non so se lo hanno amato proprio tutti, ma di certo io l'ho odiato: "Come Dio comanda" di Niccolò Ammaniti (e ne ho parlato ampiamente QUI)

4 – Quale libro ti ripeti sempre che leggerai ma probabilmente non lo farai mai?

Probabilmente "Guerra e pace" di Tolstoj.

 
5 – Quale libro stai conservando per la pensione?

Essendo io mamma e moglie a tempo pieno, la vedo dura parlare di pensione... ;)

6 – L’ultima pagina: la leggi subito o la leggi solo alla fine?

Subito? E così rovinarmi il gusto della lettura dell'intero libro? Mai! 

7 – Prefazione, postfazione, riconoscimenti: un inutile spreco di carta o un’aggiunta interessante?

Ammetto che non sempre mi soffermo a leggere tutte queste pagine, ma a volte sono interssanti davvero.

8 – Con quale personaggio dei libri scambieresti la tua vita?

Forse con Karen Blixen in "La mia Africa", per vivere una storia ambientata in quel continente che mi affascina da sempre.

9 – Qual è il libro che ti ricorda un momento specifico della tua vita (Un posto, un momento, una persona)?

"Il gabbiano Jonathan Livingston", di Richard Bach, letto per la prima volta da adolescente a Pordenone, dove per qualche giorno ero ospite di una coppia di miei zii, insieme ai miei genitori. Lo iniziai a leggere la sera tardi quando mi coricai nel divano letto in salotto e non lo lasciai fino a che non lo ebbi terminato, di notte... Quando ripenso a quel libro immancabilmente ripenso a quei miei zii e alla loro casa.


10 – Nomina un libro che hai avuto in un modo particolare.

Non ho avuto mai nessun libro in modo diverso dai  modi classici, ossia acquisto, regalo, prestito.


11 – Hai mai regalato un libro a una persona speciale per un motivo speciale?

Ho regalato libri nella mia vita, certo. Ma non per un motivo speciale a una persona speciale. Finora.


12 – Quale libro è stato con te in più posti?

Quelli che possiedo dal 7 settembre del 2013, in formato ebook, perchè li ho sul Kindle (regalatomi quel giorno per il mio compleanno da mio marito) e li ho portati in tanti posti diversi.


13 – Letture obbligatorie: quale libro hai odiato al liceo che, riletto qualche anno dopo, non era così male?

Devo dire nessuno. Nel senso che anche i libri che al liceo a quasi tutti i miei compagni sembrarono pesanti, come ad esempio "Fontamara" di Ignazio Silone o "Il fu Mattia Pascal" di Luigi Pirandello, a me piacquero già allora.


14 – Libri usati o nuovi?

In genere nuovi.

 

15 – Hai mai letto un libro di Dan Brown?



Si, alcuni anni fa ne ho letti alcuni nel giro di poco tempo: "Il codice da Vinci", "Angeli e demoni", "Cripto".  Non mi hanno esaltato, ma di certo "Angeli e demoni" è quello che ho preferito.



16 – Hai mai visto un film che ti è piaciuto più del libro?

E' rarissimo che accada. Ora mi viene in mente "L'uomo di Marte" di Andy Weir. Addirittura già sul momento, quando lo lessi e ne scrissi qui sul blog, ero convinta che il film (che allora stavano girando) mi sarebbe piaciuto di più.



17 – Hai mai letto un libro che ti abbia fatto venire fame?

Non direi.

18 – Qual è la persona di cui segui sempre i consigli nell’ambito delle letture?  

Non c'è una persona in particolare. Però da anni ormai attingo spesso dai suggerimenti delle blogger partecipanti  all'iniziativa di HomeMadeMamma, "Il venerdì del libro", a cui io stesso aderisco ogni volta che posso. 

19 – Qual è il libro totalmente fuori dalla tua comfort zone che invece hai finito per amare?


Io sono appassionata del genere fantasy e dei thriller, ma non ho mai  preferito i romanzi horror. Mi sono ricreduta qualche anno fa quando ho incontrato sulla mia strada di lettrice "Marina" di Carlos Ruiz Zafòn (vedi qui), che di sfumature horror ne ha abbastanza, e mi è piaciuto un sacco. Tanto da spingermi a leggere uno dopo l'altro tutti (ma proprio tutti) i romanzi Zafòn, anche quelli che poi di horror vero e proprio poi non ne hanno, nonchè ad apprezzarli. E ad amare in particolare "L'ombra del vento" (vedi qui).



Bene, dopo aver risposto a tutte le domande del Book tag ringrazio nuovamente Ily per l'invito e a mia volta invito chiunque tra i miei amici blogger che condividono con me l'amore per la lettura a partecipare. E se lo faranno a dirmelo magari in un commento così inserirò i loro link qui a fine post, anche in futuro :)



Hanno partecipato...

Hermione - http://mammasenzarete.blogspot.it/2017/11/book-tag.html